Sono passati 122 anni da quando don Luigi Maneschg,
allora parroco d’Ampezzo, incaricò il cappellano
don Giovanni Dasser di formare una corale. Il sacerdote,
pieno d’entusiasmo, istruì un gruppo di 12 ragazze
che presentò, con brani a più voci, nella Messa
di Natale del 1882. Le componenti erano: Isabella Bigontina
De Lazaro, Antonia Verocai in Zardini, Silvia Bigontina De
Lazaro, Paolina Verocai in de Zanna, Speranza Menardi Gilarduzzi,
Rachele Zangrandi Colli, Angelina de Zanna e Amalia Verocai.
Bisogna ricordare che fino alla metà dell’Ottocento
a Cortina si cantava il Canto Gregoriano alla maniera aquileiense;
Ampezzo era infatti appartenuta, fin dalle origini alla diocesi
di Aquileia e solo nel 1751 era passata a quella di Gorizia,
in seguito a Lubiana ed, in fine, a Bressanone.
Nel 1837 si era fatto un
primo tentativo di cantare la Messa a più voci, definita “canto
figurato”, sotto la direzione di Bortolo Maria Zuprian,
ma la novità non era piaciuta molto e si era stabilito
che, almeno fino all’Elevazione, si cantasse all’antica
maniera. Papa Pio IX, nel 1868, aveva dato
nuove istruzioni riguardo al canto liturgico e, nel 1868,
in tutti i paesi
cattolici di lingua tedesca, si era fondata
l’Associazione
di S. Cecilia che avrebbe strettamente
seguito le direttive del pontefice.
Anche Ampezzo vi adattò il proprio canto
e proprio allora i sacerdoti che prestavano
il loro servizio nella conca cominciarono a insegnare alla gioventù la
musica e il canto.
La Società ceciliana premeva perché s’incrementasse
l’esecuzione di musica polifonica durante la liturgia e così anche
la Schola incrementò il suo organico con numerose voci maschili
e si aprirono le porte a compositori fino ad allora sconosciuti
in quest’ambito: Monteverdi, Palestrina, Refice, Bach… Tra
la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la
corale cominciò ad esibirsi anche in attività extra
liturgiche: sono attestati due concerti di alto livello, con orchestra,
nel 1896 e nel 1903. Quando scoppiò la guerra, la Schola
rimase senza giovani, tutti chiamati alle armi;
gli anziani e le donne, neppure in periodo di bombardamenti, interruppero
le esecuzioni.
Nel 1935 venne redatto uno statuto e la corale
fu denominata ufficialmente “Schola
Cantorum”.
Da 122 anni, quindi, la Schola Cantorum presta il suo servizio liturgico, primo
scopo della sua esistenza, durante la Messa domenicale delle ore 9, canta gli
antichi Vespri nelle solennità ed è presente in tutte le funzioni
straordinarie. Ben due sere alla settimana i componenti della corale si ritrovano
per le prove. Il repertorio è vastissimo. L’attività che,
tra alti e bassi, non si è mai interrotta è una presenza discreta,
densa d’umanità, che fa onore alla nostra gente e alle sue nobili
tradizioni manifestandone l’anima più genuina.
Raggiunta una così veneranda età, ogni anno che passa è davvero
un dono prezioso sia per chi nella corale ci vive, sia per tutti coloro che,
quasi inconsapevolmente, hanno trasformato le armonie della Schola nella colonna
sonora di tanti momenti, felici e mesti, della propria esistenza. Il canto consente,
infatti, di dare espressione e solennità al sentimento religioso, eleva
il cuore nella fede e nella preghiera, dona fiducia, infonde nei cuori serenità e
gioia.
La Schola svolge uno di quei servizi che nella nostra cittadina sono divenuti
una consuetudine: solo la mancanza di essi potrebbe renderci davvero consapevoli
dell’importanza di tali attività e di quanto sappiano arricchire
la vita di una comunità, profondamente legata alle tradizioni religiose
e civili della propria terra.
Prove mercoledì e venerdì dalle ore 20.30 alle ore 22.00
SOPRANI
Alberti Ines
Majoni Albina
Manaigo M. Giovanna
Manaigo Luigina
Pellegrini Ida
Salvagni Elena
Villani Marina
CONTRALTI
Alberti Angela
Alverà Ilaria
Cancider Roberta
De Riva Annamaria
Gaspari Rosa
De Santis Gabriella